Goodbye Lenin_Due settimane a UfaFabrik

La residenza de La Confraternita del Chianti è finita il 7 settembre con un’apertura del lavoro dedicata agli operatori e allo staff di UfaFabrik. “07.09.2012”, testo teatrale presentato nel 2016 al PIIGS Festival di Barcellona, a Berlino ha via via preso la forma di una performance intimista, un piccolo esperimento di interazione tra video, fiction e storia personale dei due autori Chiara Boscaro e Marco Di Stefano.

10 cose da sapere su UfaFabrik:

  1. il lunedì tutti, staff, artisti in residenza, abitanti, condividono il pranzo nella cucina comune. Sì, c’è chi ci vive, in questo posto splendido.
  2. sui tetti si fa il miele e si coltivano i pomodori.
  3. ci sono un negozio bio, un bar, una scuola, una fattoria, una palestra di arti marziali, una scuola di musica jazz, quattro teatri, uno spazio dedicato alle famiglie e parecchie sale prova.
  4. a UfaFabrik c’è anche il forno, e pane fresco a ogni ora del giorno.
  5. gli artisti ospiti hanno a disposizione camerini che sono belli come appartamenti, e appartamenti che hanno il fascino dei camerini.
  6. a UfaFabrik sono tutti molto gentili, a partire dal direttore, Frido Hinde, che ci ha aiutato in ogni modo possibile.
  7. un tempo era vicina all’aeroporto di Tempelhof. Ora l’aeroporto è diventato un parco. O meglio… l’aeroporto è diventato il parco più grande e figo di Berlino. Ma figo proprio.
  8. appena esci dalla U6 a Ullsteinstrasse, sembra di essere in Brasil di Terry Gilliam. Non vi diciamo il perché: andateci.
  9. dopo due giorni a ufaFabrik ti saluta tutto il quartiere. In due settimane abbiamo stretto amicizia con: il proprietario del Kebab all’angolo; il parrucchiere libanese dopo il semaforo; il commesso di Media Markt; la cassiera del Lidl; il paninaro che rifornisce di Bratwurst tutta la zona; il 70enne punk di Viktoriastrasse. Oltre a tutti gli abitanti di UfaFabrik.
  10. UfaFabrik è ricavato nei vecchi studi della UFA, la casa di produzione cinematografica di Metropolis di Fritz Lang. E a noi piace un sacco lavorare in un posto dove si aggirava uno come Fritz Lang.

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